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Mondello
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mweqMondello (mwegMunneḍḍu in mwewsiciliano) è una frazione e località turistica della città di mwfaPalermo, in mwfqSicilia. È compresa nella mwfgVII Circoscrizione del territorio comunale e insieme alle aree residenziali immediatamente limitrofe – la frazione dell'mwfwAddaura e la borgata di Partanna – forma il ventiduesimo mwgaquartiere di Palermo, mwgqPartanna-Mondellocite-ref-1[1].

Nota per la spiaggia di Mondello-Valdesi, considerata la più celebre del capoluogo mwhwsicilianocite-ref-2[2], tale località è designata come unità mwjamorfologica e geografica di notevole interesse per via della peculiare conformazione della costa e dell'estrema vicinanza con le due mwjqriserve naturali orientate comprese nel perimetro comunale: la mwjgR.N.O. Capo Gallo e la mwjwR.N.O. Monte Pellegrino. Queste ultime ricoprono una posizione di rilievo per lo studio della mwkaflora endemica siciliana, della mwkqgeologia italiana, della mwkgpaleontologia e dell'mwkwarte preistoricacite-ref-3[3]cite-ref-4[4].

Alla baia di Mondello è connesso anche un interesse architettonico per la varietà di stili impiegati nel corso della sua trasformazione in mwnqcittà giardino nel primo mwngNovecento, con particolare riferimento alle ville e strutture ricettive in stile mwnwmwoaLiberty costruite sotto l'operato della scuola di mwoqErnesto Basile, che l'hanno resa un itinerario di rilievo per la storia dell'mwogArt Nouveau in mwowItalia e nel mwpaMediterraneocite-ref-5[5].

L‘area è regolamentata dalla variante generale al mwqgP.R.G. di Palermo - approvata dall'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente - che ne tutela il rispetto del verde storico e dell'edilizia esistente, in gran parte di un certo pregiocite-ref-6[6]. In aggiunta, sull'area insiste un mwrwvincolo paesaggistico e monumentale entrato in vigore con il decreto del 6 settembre mwsa1967cite-ref-7[7] in materia di salvaguardia delle bellezze naturali e panoramiche della frazione, poi aggiornato e ampliato con il decreto del 23 marzo mwtq1995cite-ref-8[8].

Contents

Clima
Storia
Arte
Eventi
Strade
Note

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Geografia fisica

Territorio

Mondello sorge nella costa nord-occidentale di mwwgPalermo, attorno ad una mwwwbaia semicircolare lunga circa 1.500 m e bagnata dalle acque del mwxamar Tirreno meridionale, le cui estremità sono il mwxqMonte Pellegrino nel versante sud-orientale e il mwxgMonte Gallo in quello settentrionale. La frazione dista circa 7mwxw km dal centro urbano del capoluogo, da cui risulta separata per mezzo del mwyaParco della Favorita, area verde di 4mwyq km² istituita nello spazio che in origine formava la vasta tenuta mwygsettecentesca del re mwywFerdinando IV di Borbone.

La spiaggia di Mondello-Valdesi è composta da sabbia di origine organica, ossia formata da frammenti microscopici di conchiglie e gusci dei vari organismi marini proliferanti nella foresta di mwaqmwagPosidonia al centro del golfo, che si depositano e accumulano nel fondale per poi venire trasportati a riva dalle mwawcorrenti costiere. Tale conformazione è di solito attribuita ai litorali delle regioni a mwbaclima tropicale, come quelli del mwbqmare Caraibico, risultando atipica per una località mwbgmediterranea. Per la composizione calcarea dei grani e la loro estrema frammentazione, questa tipologia di spiagge è caratterizzata da sabbia di colore bianco, con proprietà rilucenti e con una consistenza particolarmente fine e morbida. Un suggestivo effetto cromatico è legato alla presenza di mwbwmwcaMiniacina miniacea, un mwcqforaminifero che conferisce delle sfumature rosate alla mwcgbattigia con un'intensità maggiore nella stagione primaverilecite-ref-9[9].

Nel versante più vicino al Monte Pellegrino, inglobato nei 1.050 ettari dell'mweaomonima riserva naturale, sono presenti grosse bancate di calcari algali e livelli mweqbioclastici databili all'mwegEocene inferiore-medio, oltre che lembi di mwewcalcareniti, sedimenti consolidati del pavimento di alcune grotte e infine terre rosse continentali di riempimento di fessure, databili all'incirca tra il mwfaPliocene superiore e il mwfqPleistocene inferiore.cite-ref-palermoweb-com-10-0[10] Questi affioramenti, già oggetto di studio da parte di naturalisti e paleontologi dal mwggXX secolo, presentano notevole importanza per la moderna mwgwpaleontologia per le faune vertebrate da essi restituite. Il carattere mwhaendemico di queste ultime, conseguente all'isolamento, fanno ritenere che la conformazione della mwhqSicilia occidentale fosse a quel tempo molto articolata, con gli attuali rilievi componenti un arcipelago di cui Monte Pellegrino doveva costituire uno degli isolotti.cite-ref-palermoweb-com-10-1[10]

La porzione di costa alle pendici del Monte Gallo, che chiude a nord il golfo di Mondello, è caratterizzato dal mwiwtrottoir a vermeti, una mwjapiattaforma carbonatica rara nel Mediterraneo, composta da organismi viventi i cui gusci calcarei si calcificano a pelo d'acqua saldandosi l'uno a l'altro, costruendo un "marciapiede" biologico lungo circa 5 metri. È anche presente una scogliera, composta per la maggior parte da scogli fuoriuscenti dall'acqua, che delimita la sezione di spiaggia inclusa nella mwjqRiserva naturale orientata di Capo Gallo.cite-ref-11[11]

Quest'ultima è un'area di quasi 586 ettari situata attorno al massiccio carbonatico formatosi tra il periodo del mwkwMesozoico e l'mwlaEocene. All'interno sono presenti numerose cavità e grotte, come la Fossa del Gallo, la Grotta Perciata, di notevole interesse paleontologico, dove sono stati ritrovati resti di vertebrati fossili quali l'mwlqelefante nano, l'mwlgippopotamo ed il mwlwcervo risalenti al mwmaPaleolitico superiore, e la Grotta Regina, una vasta caverna formatasi per erosione marina ed utilizzata come santuario mwmqpunico, oltre che come rifugio per piccole comunità di età tardo-romana, mwmgbizantina ed mwmwaraba nel corso del tempo.cite-ref-12[12]

Flora

L'appena citata riserva di Capo Gallo da un lato e la mwogriserva naturale orientata di Monte Pellegrino dall'altro permettono a Mondello di vantare una ricca mwowflora rupestre, che comprende diverse specie mwpaendemiche o rare. Le mwpqfalesie a picco sul mare del versante settentrionale presentano le condizioni ottimali per la conservazione di specie tipiche degli mwpghabitat sub-montani della mwpwSicilia e le pareti rocciose favoriscono l'insediamento di una componente floristica ricca sia di elementi ad ampia distribuzione, sia di numerose e rare entità endemiche di particolare interesse mwqafitogeografico. Per tale motivo, Mondello ha una particolare rilevanza nello studio della mwqqflora endemica siciliana.cite-ref-13[13] L'intera frazione è ricca di mwrgpalme e mwrwpalme nane, mentre le formazioni più diffuse di vegetazione arborea sono quelle miste di mwsapini, mwsqeucalipti, mwsgcipressi e mwswoleandri. Inoltre, in corrispondenza di viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale dei Pioppi, è presente una delle più belle gallerie di mwtaficus benjamina della città.cite-ref-02-14-0[14]

Fauna

L'elevata diversità ambientale determina anche la varietà delle comunità mwuwfaunistiche, garantendo i delicati equilibri caratteristici di ogni mwvabiotopo. L'eterogeneità delle tipologie vegetazionali riscontrate, sia a carattere naturale o semi-naturale, sia di tipo artificiale, come le colture arboree, insieme alla particolare geomorfologia del luogo, caratterizzata da versanti con esposizione differente, fanno sì che a Mondello possano coesistere una pluralità di mwvqhabitat, tra cui spiccano quelli di interesse mwvgornitologico.

L'mwwaavifauna comprende con certezza 41 specie nidificanti, distribuite sul territorio in maniera differente in relazione alle proprie necessità ecologiche. In tutta la zona si registra un'ampia e consolidata presenza di mwwqfringillidi come il mwwgverdone, il mwwwverzellino e il mwxafringuello, la cui abbondanza è testimoniata dai tipici canti primaverili che compongono il paesaggio sonoro di Mondello fino al termine della stagione. Altre specie notevolmente distribuite sono il mwxqgabbiano reale, il mwxggruccione, il mwxwfanello e il mwyacuculo; tra gli svernati sono comunissimi il mwyqpettirosso e il mwyglui piccolo. I boschi che si estendono in prossimità della Riserva di Monte Pellegrino rappresentano una delle tre esclusive aree di riproduzione in Sicilia del mwywcrociere delle pinete e del mwzacrociere fasciato: ciò rende di fondamentale importanza la salvaguardia delle formazioni arboree che oggi popolano il versante sud-orientale.cite-ref-15[15]

Entrambe le riserve presentano le condizioni ottimali per ospitare alcuni mw0grapaci legati alle pareti rocciose, quali il mw0wfalco pellegrino, il mw1agheppio e la mw1qpoiana tra le specie diurne; l'mw1gallocco e il mw1wbarbagianni tra quelle notturne. Tra i mw2apasseriformi si contano invece il mw2qcorvo imperiale, il mw2gpassero solitario, la mw2wpassera spagnola, il mw3amerlo e la mw3qcinciallegra.

Inoltre, la particolare posizione della baia ha una grande importanza per la mw3wmigrazione e la sosta invernale di numerose specie di uccelli, che seguendo la propria rotta passano quasi obbligatoriamente dalla zona di Mondello. Storico è il transito di mw4agru e mw4qcicogne bianche, così come di mw4gtortore e mw4wquaglie (quest'ultimo descritto in maniera accurata dal naturalista mw5aPietro Doderlein), nonché di predatori come il mw5qfalco pecchiaiolo e il mw5gnibbio bruno. Numerose sono anche le specie che vi trascorrono l'intero inverno, quali lo mw5wstorno comune, la mw6aballerina bianca e la mw6qpassera scopaiola.cite-ref-16[16]

Tra i mw7wmammiferi, gli esemplari di maggiore interesse registrati nelle due riserve sono la mw8avolpe, la mw8qdonnola, il mw8gconiglio selvatico e, di particolare rilievo, la mw8wcrocidura siciliana, specie presente soltanto nell'Isola.

Clima

La mole del promontorio di Capo Gallo, schermando l'entroterra dai venti freddi di nord-ovest, contribuisce al clima mite che caratterizza la baia di Mondello e la mw9gPiana dei Colli, non riuscendo tuttavia a bloccare le raffiche che irrompono da mw9wponente attraverso il corridoio di mw-aSferracavallo, che in certi casi possono manifestarsi con particolare violenza. Le giornate sono spesso ventilate grazie alle continue brezze mw-qmediterranee e mw-gtirreniche, fatta eccezione per le settimane in cui lo mw-wscirocco porta le temperature a valori decisamente alti e con tassi di umidità poco elevati.

Si rileva che nel corso dell'anno le temperature sono in media più basse rispetto a quelle registrate nel centro cittadino. Come per il resto di Palermo, le precipitazioni si concentrano con più intensità nel periodo compreso tra ottobre e marzo. Nella stagione autunnale, per quanto soleggiata, non è insolito che sulla città si abbattano nubifragi improvvisi e, in certi casi, parecchio irruenti. Le primavere sono tiepide, con possibilità che le temperature scendano in alcune settimane a causa delle bordate fredde dalla mwaqepenisola balcanica.

Molto raramente Mondello - come altre località tirreniche della Sicilia - può essere ricoperta da un sottile quanto suggestivo mwaqmnevischio. Ciò si verifica in casi di giornate invernali più fredde della norma, come nel caso del 30 e del 31 dicembre mwaqq2014cite-ref-17[17].

Origini del nome

L'origine etimologica del nome Mondello, che dalle testimonianze storiche risulta essere utilizzato già dal mwaqsXVI secolocite-ref-18[18], è incerta e coesistono oggi più versioni. Secondo la più accreditata, si tratterebbe di una corruzione dell'mwaraarabo mwareal mondellu, tradotto in "palude", poiché nei secoli di mwaridominio islamico sulla Sicilia il territorio era caratterizzato dalla presenza di un vasto pantano. Altri studiosi ritengono che derivi dal mwarmlatino mwarqMons Deli, con cui si identificava l'attuale Monte Gallo, chiamato Monte di mwaruDelo in riferimento all'isola natale del dio mwaryApollo. Potrebbe altresì provenire dalla parola siciliana mwarcmunnieddu o mwargmunneddu, un'unità di misura di derivazione araba utilizzata fino al mwarkperiodo borbonico ed equivalente a 272,82 are, che doveva corrispondere all'estensione dell'antica Mondellocite-ref-19[19]cite-ref-20[20].

Per quanto riguarda la zona di Valdesi, questa prende il nome con buona probabilità da una tenuta mwasmseicentesca appartenuta alla famiglia mwasqspagnola dei Valdez, che in seguito ai cospicui guadagni ottenuti durante il periodo dell'mwasuinquisizione fece costruire in tale area un baglio, poi convertito in villa. Meno attendibile risulta l'ipotesi secondo cui la denominazione attuale faccia riferimento ad un'antica mwasycomunità valdese, di cui non si registrano sufficienti traccecite-ref-21[21].

Storia

Preistoria ed età antica

I promontori che racchiudono la baia di Mondello vennero interessati dalla presenza umana fin dal mwas4Paleolitico superiore. Le tribù di cacciatori utilizzarono le grotte dei monti sia come rifugio stabile che, in certi casi, come luogo di rito spirituale. Parte del territorio corrispondente all'attuale Valdesi venne abitata nell'mwas8età del rame, fase in cui le popolazioni locali iniziarono a dedicarsi al pascolo e all'agricoltura: a tale periodo risalgono i resti archeologici di insediamenti e di una mwatanecropolicite-ref-22[22]. Una delle grotte utilizzate per i rituali nell'era preistorica, rinominata Grotta Regina e posta nell'area di Capo Gallocite-ref-23[23], venne frequentata anche dai navigatori mwatksumeri che vi istituirono un santuario a mwatoIside nel mwatsVII secolo a.C. circacite-ref-24[24].

Nel corso della mwaueprima guerra punica, Mondello fu il punto di approdo del generale e politico mwauicartaginese mwaumAmilcare Barca per la conquista dell'mwauqHeirktè (oggi Monte Pellegrino), dove impiantò il suo accampamento per tre anni. La mole calcarea del monte, per la sua asperità ed inaccessibilità, lo rendeva una vera e propria fortezza naturale, idonea a proteggere i soldati mwauufenici dagli attacchi delle truppe mwauyromane e pianificare le continue incursioni ai danni di queste ultime. Si ritiene che in quel periodo il golfo di Mondello fosse molto più vasto di come appare oggi e che il mare s'internasse fino a lambire quasi l'attuale borgata di Partanna, tesi rafforzata dalla testimonianza dello mwaucstorico mwauggreco mwaukPolibio che, come riportato da mwauoTommaso Fazello nel suo mwausmwauwLe due deche dell'historia di Sicilia, racconta di come Amilcare vi avesse visto un porto sicuro per il suo "numeroso naviglio"cite-ref-25[25].

Nascita della palude di Valdesi

Durante la mwavmdominazione romana, le intense attività di disboscamento del Monte Pellegrino e della vasta campagna ai suoi piedi impedirono il libero flusso verso il mare dei depositi alluvionali e dei detriti provenienti dal promontorio, trasformando una parte del territorio corrispondente all'odierna Valdesi, già ricca d'acqua, in un'estesa mwavqpaludecite-ref-26[26].

Inizialmente, la formazione del pantano venne sfruttata per la raccolta della mwavodisa, pianta tipica degli ambienti umidi e per questo abbondante negli stagni che si erano generati nella zona, le cui foglie essiccate venivano utilizzate per la costruzione e riparazione delle reti da pesca. In seguito, l'area della palude venne abbandonata poiché l'aria degli acquitrini divenne malsana e inadatta a qualsiasi tipo di attività.

Medioevo ed età moderna

Nelle fasi mwav0erulo-ostrogota e mwav4bizantina della città, Mondello rimase frequentata quasi esclusivamente per il porto del suo golfo, utilizzato per lo più come punto di attracco dalle imbarcazioni dirette a Palermo. Una cronaca riportata nell'opera mwav8Storia dei Musulmani in Sicilia di mwawaMichele Amari riferisce che, dopo la conquista di Palermo da parte degli mwaweAghlabidi nell'anno mwawi831, il golfo di Mondello venne utilizzato come approdo della flotta mwawmbizantina durante il tentativo, poi vanificatosi, di riprendere il controllo sulla cittàcite-ref-27[27].

Per le caratteristiche paludose assunte dal territorio di Valdesi, nel periodo di mwawkdominazione islamica il porticciolo di Mondello venne rinominato mwawoMarsa 'at Tin che, tradotto letteralmente, vuol dire mwawsPorto del Fango. Nonostante la zona fosse lontana dal mwawwcentro abitato di Palermo, venne interessata dall'opera idraulica del mwaw0Qanat con cui gli ingegneri arabi intercettavano le principali sorgenti e trasportavano l'acqua per tutto il territorio mediante canali sotterranei. I governanti islamici si occuparono altresì di migliorare la condizione degli stagni di Valdesi e sfruttarono la parte più bassa di quest'ultima, in comunicazione con il mare, per creare un impianto di mwaw8saline (come ricordato oggi dalla presenza di via Saline nel centro antico di Mondello-Valdesi).

Alla fase di dominio islamico è riconducibile altresì la fondazione di un piccolo villaggio di pescatori nel lembo settentrionale del golfo. La zona rimase scarsamente popolata fino al mwaxeXV secolo, quando l'istituzione di una mwaxitonnara diede il via alla crescita della comunità marinaresca. Questa godette di un forte benessere economico legato sia alle grandi quantità di pescato, sia al successo delle attività agricole, tra cui si distinse lo sfruttamento sistematico della foresta situata nella pianura vicina come mwaxmgiacimento minerario di mwaxqbiomasse animali e vegetali. La crescita dell'agricoltura venne facilitata dalla ricchezza idrica del suolo, garantita da una grossa sorgente di acqua potabile nota come mwaxuAyguade (riportata da una mappa mwaxyfrancese di età mwaxcsettecentesca e individuata nella vasta tenuta che fu del mwaxgprincipe di Scalea).cite-ref-storiamedievale-net22-28-0[28] Le saline di Valdesi vennero messe al servizio del complesso di pesca in seguito alle grosse quantità di sale richieste per il tonno.

Lo sviluppo della borgata risulta essere stato condizionato fin da subito dalla necessità di difendersi dagli assalti dei mwayicorsari barbareschi, la cui attività di razzia delle località costiere siciliane ebbe inizio nel mwaymVII secolo fino a divenire costante con il termine del dominio arabo sull'isola e la conquista da parte di mwayqRuggero II di Sicilia. Per tale motivo, nel mwayu1455 il Senato di Palermo decise di costruire una torre difensiva a protezione della tonnara e degli abitanti. Le dimore e le attività commerciali si concentrarono attorno a quest'ultima e ad una chiesa dedicata alla mwayyMadonna delle Grazie (che costituiva la mwaycsanta patrona di Mondello).

Tra il mwaykXVI e il mwayoXVII secolo gli attacchi dei pirati musulmani provenienti dai Paesi rivieraschi del mwaysNordafrica si intensificaronomwayw: per far fronte alle continue incursioni, gli abitanti intrapresero una serie di iniziative atte a proteggere la tonnara, le saline, i depositi alimentarti, le chiese, oltre che le vite umane. Uno dei progetti maggiormente perseguiti fu la vigilanza attuata da soldati a cavallo, che pattugliavano la costa con il compito di allertare tempestivamente le truppe di stanza al mway0Castello a Mare. In particolare la vigilanza alla Fossa del Gallo si rese necessaria poiché la sinuosa fossa del Malopasso, sotto l'alta falesia del Monte Gallo, era in grado di offrire rifugio ai predoni, occultando la presenza dei vascelli.cite-ref-storiamedievale-net22-28-1[28]

Età contemporanea

L'annessione alla Real Tenuta della Favorita

Nel mwazu1799 l'area di Mondello corrispondente all'odierna Valdesi venne inglobata nella mwazyReal Tenuta della Favorita, fondata nello stesso anno dal sovrano mwazcFerdinando IV di Borbone come sua riserva personale, dopo aver trasferito la capitale del mwazgregno borbonico a Palermo. In una porzione di terreno priva di stagni, posta di fronte al baglio cinquecentesco dei Valdes, venne effettuata una sistemazione a giardino e contemporaneamente edificata una chiesa, in cui il re si recava durante le passeggiate nei terreni mondellesi della tenutacite-ref-29[29].

La bonifica di fine Ottocento

Alla fine del mwaz8XIX secolo, nella zona paludosa di Valdesi ebbe origine un'mwaaaepidemia malarica indotta con estrema probabilità dall'innalzamento delle temperature medie, fenomeno che avrebbe generato l'ambiente ideale per la diffusione di insetti nocivi: ciò fu causa di un tragico numero di morti nelle contrade più vicine alle acque stagnanti, dove abitavano i lavoratori delle pianure palustri e una parte dei pescatori.

Focolari di mwaaiparassitosi nell'area erano già comparsi nella seconda metà del Settecento: nei testi storici del mwaammarchese di Villabianca è documentata una serie di decessi per malattie legate al pantano di Valdesi nel mwaaq1772, a cui il Senato di Palermo tentò di porre rimedio senza arrivare ad una soluzione definitiva. Una prima opera di gestione delle acque stagnanti fu messa in atto alle porte dell'Ottocento dall'amministrazione borbonica, mediante la costruzione di canali di mwaaudrenaggio verso il mare e di una diga per impedire gli allagamenti durante le mareggiate. Ciononostante, re Ferdinando IV non era intenzionato ad effettuare una vera e propria bonifica, poiché maggiormente interessato al mantenimento della palude per la flora e la fauna tipici di tale ecosistema, dove si estendeva il suo parco privato.

L'ondata epidemica iniziata nel mwaac1860 portò buona parte degli abitanti ad abbandonare in pochi anni i terreni di Valdesi e quelli confinanti. Il municipio di Palermo rispose al crescente proliferare della malattia ampliando il sistema borbonico, sulla base di un progetto concepito da due stimati dottori dell'epoca - mwaagGiuseppe Albeggiani e mwaakGiuseppe Inzenga - che prevedeva la costituzione di una fitta rete per creare un filtro tra il mare e la campagna. Ciò nonostante, il piano non ebbe successo nell'impedire il ristagno delle acque, che in certi punti divenne ancora più incisivo che in precedenza.cite-ref-30[30]

La bonifica della palude di Valdesi si deve all'intervento di mwabqFrancesco Lanza Spinelli, principe di mwabuScalea e mwabysenatore del Regno d'Italia, residente in una villa a mwabcPartanna-Mondello che ai tempi era una zona posta ai margini degli stagni. L'aristocratico, noto per le sue qualità di amministratorecite-ref-31[31], istituì un comitato di propaganda nel mwabw1865 avente come obiettivo l'arresto dei contagi da malaria tramite il prosciugamento delle acque paludose. Sotto la guida del senatore vennero promossi studi e tavole rotonde che portarono ad un susseguirsi di idee e progetti per circa venticinque anni. Il più funzionale tra questi si basava sull'abbandono dei canali di drenaggio, prevedendo di colmare gli acquitrini e costruire un collettore a ferro di cavallo che raccogliesse le acque a monte per scaricarle a mare. Il progetto venne approvato nel mwab01890 e i lavori iniziarono l'anno successivo per essere terminati nel giro di pochi anni.cite-ref-32[32]

L'idea di sfruttare le correnti marine dalla confinante località costiera dell'mwacmAddaura fino a Capo Gallo si rivelò vincente: il mare, infatti, penetrava nel ferro di cavallo dal lato in cui prevaleva la corrente, spazzando in tal modo tutti i sedimenti. La zona perse la sua umidità e ciò portò alla definitiva scomparsa degli stagni che componevano la palude di Valdesi. Dal contributo del principe di Scalea ebbe inizio una nuova fase di sviluppo per Mondello: alla fine dell'Ottocento, la frazione festeggiò la scomparsa della malaria e iniziò ad essere frequentata in misura maggiore dai visitatori occasionali, che vi si recavano in carrozza per usufruire del litorale, tendenza che portò alla nascita dei primi stabilimenti balneari sulla spiaggiacite-ref-33[33].

La Belle Époque: i Florio e il "progetto Scaglia"

Nei primi anni del mwac4XX secolo Mondello divenne uno dei simboli delle grande crescita economica che aveva investito la città di Palermo durante la mwac8Belle Époque e che vedeva la mwadafamiglia Florio come protagonista. Quest'ultima, affermatasi come potenza industriale nell'intero continente, scelse la baia mondellese come luogo in cui ospitare i reali europei in visita nel capoluogo siciliano, nonché organizzare gli incontri d'affari con le grandi dinastie imprenditoriali e finanziarie del tempo, tra cui i mwadeKrupp, i mwadiRothschild, i mwadmRockefeller, i mwadqVanderbilt e, per un arco di tempo più longevo, la famiglia mwaduWhitaker, con la quale era stata avviata una solida collaborazione nel campo dell'mwadyarmamento navalecite-ref-34[34].

A valorizzare la frazione contribuì in misura decisiva il carattere avanguardista dell'imprenditore e mecenate mwadwVincenzo Florio jr, che vi organizzò una serie di manifestazioni sportive e culturali atte ad aumentare il prestigio della sua famiglia nel panorama internazionale. Uno degli eventi più significativi in tal senso fu il primo esperimento in Sicilia di mwad0volo a propulsione con pilota a bordo, compiuto a Mondello il 1º maggio del mwad41910 dal pioniere dell'mwad8aviazione mwaeaClemente Ravetto, a bordo di un velivolo dell'mwaeeAvions Voisin noto come mwaeiVoisin 28 (l'episodio è oggi ricordato dalla stele commemorativa posta al centro di piazza Caboto e dedicata al pilota di origini mwaempiemontesi)mwaeqcite-ref-ricerca-repubblica-it-35-0[35].

Il rinnovato flusso turistico nel litorale di Mondello raccolse diverse attenzioni tra la classe borghese legata all'imprenditoria, che vi vide qualcosa di più importante rispetto ai primi stabilimenti estivi. Particolare entusiasmo venne mostrato da un imprenditore mwaeomilanese di origini mwaesagrigentine, Luigi Scaglia, che dopo aver visitato la frazione nel mwaew1906 in occasione della mwae0Targa Florio ed essere rimasto impressionato dalla sua bellezza, predispose un ambizioso progetto di sfruttamento della zona che venne presentato al Comune di Palermo nel settembre dello stesso anno, nel quale si prevedeva la costruzione di un collegamento tranviario con il centro urbano e le borgate limitrofe, oltre che l'edificazione di una località di villeggiatura su Monte Pellegrino, collegata al litorale tramite una mwae4funivia elettrica. Il programma, che si basava su un attento studio delle più note stazioni balneari europee, venne accompagnato dalla nota seguente:

mwafa«Il fine precipuo, o Signori, che si propone di raggiungere la Società che io ho l'onore di rappresentare, è quello di exploiter Mondello. Chi ha veduto una volta sola questo lembo di paradiso non può non chiedersi meravigliato come mai esso non sia il ritrovo quotidiano di quanti cercano nella visione del Bello ristoro e conforto (…). Nessun pittore ebbe mai nella sua tavolozza tanta varietà di verde quanto ne offre all'occhio estasiato l'immenso bosco di agrumi, di ulivi, di carrubbi che circonda, digradante al mare, il bel golfo turchino, specchiantesi in un cielo più turchino, chiuso tra il superbo monte Gallo e il nostro Pellegrino, sacro al poeta».

In contemporanea, l'imprenditore ordinò la pubblicazione di un articolo su mwafiLa Sicile Illustrée - mensile pubblicato a mwafmParigi in mwafqlingua francese ed italiana - intitolato mwafu"Grandioso progetto per l'avvenire di Mondello”, in cui veniva illustrata la proposta della società milanese presentando Mondello come un lido superiore alle più famose località marittime del mwafyVecchio Continente e con un lungomare più bello della nota mwafcPromenade des Anglais di mwafgNizza.

L'interesse europeo e l'arrivo della Società Belga

La pubblicità di Scaglia generò una notevole eco nei salotti imprenditoriali dell'mwafsEuropa occidentale e incuriosì in particolar modo un gruppo di affaristi mwafwbelgi specializzati in elettricità e mwaf0tranvie, che provvidero ad inviare alcuni emissari per accaparrarsi un accordo con l'amministrazione palermitana. Essi, appoggiati da personalità di grande levatura (industriali, ex-parlamentari, aristocratici, avvocati, ingegneri), riuscirono ad arrivare ad un compromesso nel mwaf41907 e appena due anni dopo, il 10 agosto mwaf81909, si costituì la denominata mwagaLe Tramways de Palerme, una mwagesocietà anonima con sede a mwagiBruxelles che ebbe come primo presidente il ministro belga Francottecite-ref-36[36] e che tra i 52 azionisti contava anche la famiglia mwagcSolvay.cite-ref-37[37] Questa si impegnò a provvedere all'espansione urbana di Mondello, facendosi carico di realizzare una città-giardino balneare in linea con quanto definito dal progetto originale di Luigi Scaglia. Il contratto prevedeva nello specifico che la società belga si facesse carico della costruzione di 300 ville di lusso, uno stabilimento costruito a palafitta sul mare, un Grand Hotel, un Kursal, una Cattedrale, un campo da golf a nove buche; oltre che la rete idrica, la rete fognaria e alcune opere di arredo urbano (chioschi, illuminazione, giardini, ecc.).

Nel mwag01910, il re mwag4Vittorio Emanuele III consentì che le terre della Real Tenuta - inclusa, quindi, anche la frazione mondellese - fossero dismesse a favore del Comune di Palermo e l'anno successivo iniziarono ufficialmente i lavori. Uno dei primi obiettivi della Società fu il collegamento tranviario tra Mondello e la mwag8Stazione Centrale di Palermo: la linea, che con i suoi 14,396mwaha km risultava la più estesa della città, venne inaugurata il 1º novembre mwahe1912 e nel mwahi1916 annesse anche la località di Partanna. Seguì l'edificazione dell'imponente stabilimento balneare e delle prime ville private secondo i canoni estetici dello mwahmstile liberty, di cui Palermo si rese esponente di spicco grazie alla raffinatezza della scuola di mwahqErnesto Basile. Quest'ultimo aveva già eletto Mondello a luogo ideale per la villeggiatura più elitaria, come testimoniato dai progetti teorizzati a cavallo tra la fine del mwahuXIX e i primi anni del mwahyXX secolocite-ref-38[38], e trovò con l'espansione del quartiere l'occasione perfetta per dare vita all'idea di un soggiorno balneare che primeggiasse per eleganza e originalità dei suoi elementi architettonici. Tra i suoi allievi nacque una sorta di competizione artistica per la raffinatezza di fregi, torrette, composizioni di ferri battuti e giardini,

È stata finora opinione diffusa che la progettazione dello stabilimento sul mare fosse stata affidata a un architetto belga, Rudolf Stualkercite-ref-39[39], sulle cui opere non si hanno informazioni certe. Si riteneva che egli avesse disegnato l'ampia piattaforma su piloni immersi nell'acqua, adattando un lavoro originariamente pensato per la città di mwaiaOstenda. Tuttavia una recente ricerca mette in dubbio l'esistenza stessa di questo architetto, il cui nome risulterebbe dalla corruzione del nome di Rodolfo Stoelcker, ingegnere strutturale italo-tedesco, che molto probabilmente progettò o realizzò soltanto le strutture in calcestruzzo dell'edificio per la società Ferrobeton, che insieme all'impresa Rutelli costruì lo Stabilimentocite-ref-5-40-0[40]cite-ref-41[41]. La struttura, unica nel suo genere in Europa, divenne in poco tempo il simbolo dell'intera Mondello e il luogo in cui si tenevano la maggior parte degli eventi culturali e mondani.

Le guerre mondiali

La mwaisGrande Guerra frenò la realizzazione delle opere e vide il ritorno di Vincenzo Florio, che insieme all'imprenditore italo-francese mwaiwVittorio Ducrot costituì la mwai0Vittoria Aeronautica Ducrot al fine di costruire mwai4idrovolanti per la mwai8Regia Marina.cite-ref-42[42] La baia venne allora sfruttata per il collaudo dei velivoli che venivano prodotti su mwajqlicenza della mwajuFranco-British Aviation Company, come l'mwajyidromwajcricognitore biplano mwajgFBA Type H; e di alcuni modelli originali, come il Ducrot SLD progettato da mwajkManlio Stiavelli, mwajoaereo da caccia ad alte prestazioni che divenne il fiore all'occhiello dell'azienda aeronautica. In prossimità di Punta Celesi - la parte di spiaggia che chiude a sud il litorale mondellese - vennero posizionati gli mwajshangar per il deposito dei velivoli e lo scivolo per i mwajwMAS che erano d'appoggio alla fabbrica, rimasti attivi fino alla conclusione del mwaj0secondo conflitto mondiale.

Nonostante la grave crisi economica dovuta al periodo bellico, Les Tramways de Palerme riuscì a continuare i lavori per Mondello grazie al supporto del mwaj8governo federale del Belgio, da cui ottenne il consenso per azzerare il capitale originario ed emettere nuove azioni.

Questo permise di completare la realizzazione del campo da golf, entrato in funzione nel mwake1927, che si estendeva per 30 ettari a fianco del viale Regina Margherita, oggi Margherita di Savoia, con la funzione di attirare turismo qualificato nazionale e internazionale, anche nella bassa stagione, attratto dalla mitezza del clima e dalla bellezza del panorama. Nello stesso 1927, il circolo del golf di Palermo-Mondello fu tra i fondatori, insieme ai circoli di Firenze, Stresa, Torino e Como -Villa d'Este, della Federazione Italiana Golfcite-ref-43[43].Il Campo era dotato di una club-house, un cottage-chalet, contraddistinto da tetto a capanna con prospetto decorato da motivi a muratura intelaiata. L'edificio, tuttora esistente, situato in viale Margherita di Savoia n. 50-52, fu progettato dall'architetto belga Lucien François nel 1920cite-ref-12-44-0[44]cite-ref-22-45-0[45]. Nell'estate del 1935, sul terreno del circolo, venne ospitata la "Colonia Marina Arnaldo Mussolini"cite-ref-46[46]. Del campo da golf sopravvivono tutt'oggi, entro i giardini di alcune ville, alcuni degli ulivi che ne punteggiavano il percorso.

Nel mwalm1930 venne anche inaugurata la linea del mwalqvaporetto che, costeggiando il Monte Pellegrino, collegava il mwaluporto di Palermo con il molo di Mondello.

Durante la mwalwseconda guerra mondiale, le caratteristiche della baia di Mondello tornarono ad essere utilizzate per fini strategici. I bombardieri mwal0alleati che arrivavano dalle basi nord-africane dovevano sorvolare Capo Gallo e invertire la rotta al largo della baia di Mondello per poter colpire il mwal4centro palermitano: per tale motivo, un contingente della mwal8Luftwaffe installò sul Monte Gallo il mwamaradar Freya, uno strumento inedito prima di allora che permetteva di identificare con maggiore anticipo i velivoli ostili e avvisare le postazioni per cannoni e mitraglieri installate su tutta la costa. Il comando dell'antiaerea si installò al mwamiCastello Utveggio, sul Monte Pellegrino, che confermava ancora una volta la sua qualità di fortezza naturale grazie alle correnti ascensionali che impedivano ai bombardieri nemici di prendere la mira e picchiare sull'obiettivocite-ref-47[47].

Lo Stabilimento Balneare venne utilizzato come quartier generale, rispettivamente, dal comando dell'mwamwEsercito Nazionale Repubblicano; dalle mwam0SS, in seguito alla requisizione nel maggio del mwam41943; e, infine, dalle mwam8truppe americane, dopo la conquista del golfo mondellese avvenuta nel luglio dello stesso anno grazie al successo dell'mwanaoperazione Husky. Il campo da golf venne invece trasformato in un parcheggio per mwanemezzi blindati dal presidio nazista fino al termine del conflitto.

Dal secondo dopoguerra ad oggi

La crisi dell'immediato dopoguerra rese impossibile la realizzazione di alcune opere – tra cui una cattedrale, un mwanqmwanukursaal e un teatro sul mare – da parte della Società Italo-Belga, che notificò con una missiva del mwany1945 di non poter far fronte alla totalità di quanto sottoscritto nel contratto d'acquisto del mwanc1910.

Negli mwan0anni '50 proseguì l'espansione edilizia nella baia, affermatasi come meta più ambita dalla borghesia cittadina per il soggiorno al mare. Lo spazio originariamente destinato al mwan4kuursal venne impiegato per la costruzione del Palace Hotel, un'imponente struttura alberghiera realizzata secondo le tendenze stilistiche della fase della mwan8Ricostruzionecite-ref-48[48], con cui si intercettarono i flussi turistici verso la baia, divenuta una meta di punta del capoluogo siciliano. Ad ogni modo, l'espansione edilizia di Mondello mantenne un carattere prettamente residenziale e non destinato al turismo.

A partire dagli mwaouanni '60, la spiaggia di Mondello-Valdesi assunse un carattere maggiormente popolare e non più legato alla sola villeggiatura delle classi sociali più abbienti, motivo per il quale venne soprannominata "la spiaggia dei palermitani"cite-ref-49[49].

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

• mwapiChiesa parrocchiale di Maria SS. Assunta, in via Mater Dei. Consiste in una parrocchia di notevoli dimensioni, la cui confraternita è stata fondata da mwapmFerdinando IV di Borbone nel mwapq1806, come ricorda la mwapulapide mwapymarmorea posta sopra la porta principale dell'edificio. Successivamente è passata in mano alla mwapcReal Casa dei Savoia, alla quale si deve l'intitolazione all'Assuntacite-ref-50[50].
• mwap0Chiesa parrocchiale di S. Girolamo, in via Fortuna (Piazza Mondello). Fondata nel mwap41924 da alcune famiglie locali, che in seguito alla chiusura dell'antica chiesa mwap8quattrocentesca dedicata alla Madonna delle Grazie (quest'ultima rimasta attiva fino al mwaqa1921, prima di essere convertita in magazzino per il complesso di pesca dai nuovi proprietari della tonnara di Mondello) acquistarono un edificio per proseguirne il culto. La nuova parrocchia venne gravemente danneggiata dai mwaqebombardamenti di Palermo nella seconda guerra mondiale, per poi essere ricostruita e dedicata a mwaqiSan Girolamo dal cardinale mwaqmErnesto Ruffini, nel mwaqq1952cite-ref-51[51].

Architetture civili

L'importanza di Mondello all'interno del patrimonio cittadino è legato in buona parte alla varietà e raffinatezza delle architetture civili, tra cui si distinguono gli esempi in stile mwaraLiberty. Si tratta per lo più di ville e strutture ricettive destinate all'aristocrazia e all'alta borghesia palermitana tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, periodo in cui la città era una capitale europea di notevole spessore e protagonista del fermento culturale legato alle ricchezze espressive del mwaremodernismo e dell'Art Nouveaucite-ref-52[52].

La fase di prosperoso benessere che il capoluogo siciliano stava attraversando durante la mwarcBelle Époque coincideva con il rinnovato turismo nel golfo di Mondello, che in seguito alla bonifica di Valdesi era divenuta una delle scenografie degli eventi di richiamo internazionale organizzati dalle famiglie più facoltose del tempo, tra cui si distinsero i mwargFlorio e i mwarkWhitaker. Il fascino esercitato dalle bellezze naturali della baia la rese oggetto di un illuminato sviluppo edilizio, affidato dopo varie trattative alla società belga mwaroLes Tramways de Palerme nel mwars1909. Quest'ultima organizzò, oltre alla realizzazione di infrastrutture, anche la vendita di lotti di terreno liberi e di villini tratti da un catalogo di prospetti tipo realizzato dall'ingegnere ed architetto Giuseppe Caronia Roberti nel mwarw1911cite-ref-12-44-1[44]cite-ref-22-45-1[45].

mwasyErnesto Basile, considerato l'anima del nuovo movimento modernista internazionale, aveva già rivolto le sue attenzioni a Mondello nel mwasc1894, come documenta il progetto di un mwasgatelier per il pittore mwaskRocco Lentini che verrà realizzato soltanto nel mwaso1910. Il via al progetto di riqualificazione in chiave turistica e balneare diede ad egli e alla sua scuola - tra cui si ricorda mwassSalvatore Caronia Roberti per l'originalità delle soluzioni estetiche - la possibilità di far nascere una mwaswcittà-giardino nella ricca costa nord-occidentale.

Tra le costruzioni in stile Liberty più iconiche:

• mwatqVillino Lentini, su via Alvise Cà da Mosto. Progettato da Ernesto Basile, presenta una facciata decorata con motivi floreali realizzati ad affresco dallo stesso Lentinicite-ref-22-45-2[45].
• mwatomwatsAntico Stabilimento Balneare, su viale Regina Elena.
• mwat0Villino Fernanda, su viale Regina Margherita.
• mwat8Villino Maria, su viale Regina Margherita
• mwaueVillino Sofia, su viale Regina Margherita
• mwaumVillino Maria Assunta, su viale Regina Margherita. L’edificio, in stile eclettico con balcone continuo angolare, al primo piano presenta motivi decorativi floreali nei capitelli.
• mwauuVillino Franca, su viale Regina Margherita. Progettato nel mwauy1912 da mwaucSalvatore Caronia Roberti, presenta il paramento murario a finti ricorsi di mattoni, gli stucchi decorativi nel portico di ingresso e una fascia maiolicata a motivi floreali blu e bianchi, posta al di sotto del cornicionecite-ref-53[53].
• mwau0Villino Società Canottieri Roggero di Lauria, su viale Regina Elena. Progettato nel mwau41915 da Salvatore Caronia Roberti, mescola elementi di carattere English Domestic Revival ad altri, come le fasce bicrome in facciata, di derivazione mediterranea.
• mwavaVillino Gregorietti, su viale Regina Elena. Progettato nel mwave1924 da Ernesto Basile per il pittore mwaviSalvatore Gregorietti. Le forme, le volumetrie e gli apparati decorativi che vedono l’uso del mosaico, in maniera diffusa, richiamano la produzione precedente del Basile, di cui il Villino Gregorietti rappresenta “l’ultima stagione”cite-ref-54[54].

Nonostante lo stile floreale dell'Art Nouveau costituiscano l'elemento più rappresentativo di Mondello, alcune delle architetture più rilevanti della frazione sono rappresentate da un certo numero di villini in stile mwavgcottage-mwavkchalet, con caratteristico tetto a capanna - piuttosto acclive - e facciate decorate con motivi a muratura intelaiatacite-ref-42-55-0[55]. Tra questi spiccano la sede del già citato circolo del golf (viale Margherita di Savoia n. 50-52 ed il villino Attilia (via Regina Elena n. 7-9), entrambi opera dell'architetto belga Lucien François progettate nel mwav41920cite-ref-12-44-2[44]; i villini Matta (viale Margherita di Savoia n. 3-5) e Grunau-Cottage Dagnino (viale Principe di Scalea 37), progettati dall'Ingegnere Nicolò Mineo, rispettivamente nel mwawm1918 e nel mwawq1914; ed il villino Pojero (viale Regina Elena n.1) realizzato nel 1915 da Giuseppe Caronia Roberticite-ref-22-45-3[45]. il contrasto tra il contesto climatico e geografico, marcatamente mediterraneo e sub-tropicale, con tali esempi di mwawkarchitettura vernacolare nordica, collegati al movimento internazionale del Revival Gotico, richiama il sincretismo tipico delle ambientazioni colonialicite-ref-42-55-1[55]. Tra le abitazioni costruite a Mondello in questo periodo, si distinguono anche alcuni esempi di stile Revival Moresco: il villino Crippa-Girgenti realizzato nel mwaw41923 dagli ingegneri Luigi e Nicolò Mineo, sito in via Argonauti n. 7cite-ref-56[56]; il villino in via Regina Elena 37-39; il villino Monica in via Principe di Scalea n. 46-48; ed il villino Lina in via Regina Elena n. 3, opera dell'ingegnere G. Giaccone realizzata nel 1927cite-ref-22-45-4[45]. Vi sono anche due interessanti esempi di stile Neo Classico-Pompeiano: il villino sito in via Principe di Scalea n. 42cite-ref-32-57-0[57] ed il villino Matilde in viale dei Lillà n. 7-9. In stile pompeiano è anche una celebre villa denominata dai palermitani "casa dei fantasmi", che si trova di fronte al "Palace Hotel"cite-ref-32-57-1[57]cite-ref-58[58]

Architetture militari

Le due torri quattrocentesche costituiscono una testimonianza del sistema difensivo che venne attuato nella costa siciliana settentrionale dalla fine del Quattrocento fino al Settecento, periodo in cui le borgate marinare di Palermo dovettero fronteggiare una lunga serie di assalti da parte dei corsari barbareschi. Costruite intorno al 1455 per volere del Senato di Palermo, fanno parte dell'ampio sistema delle mwayutorri costiere della Sicilia.

La Torre della Tonnara, situata in Piazza Mondello e parzialmente inglobata in una incongrua cortina edilizia, presenta una poderosa struttura cilindrica poggiante su una base troncoconica scarpata e culminante con un coronamento a beccadellicite-ref-59[59]. La sua funzione era quella di proteggere gli abitanti del borgo e il comprensorio durante le incursioni piratesche ed era presidiata da soldati che, attraverso le tre piccole finestre del piano superiore, avevano la possibilità di avvistare in tempo i predatori e preparare la resistenza. Quella della tonnara di Mondello, da un punto di vista tipologico, fu tra le prime torri efficienti e autosufficienti ad essere impiantate nel territorio palermitano, risultando un'evoluzione del modello della mwaysTorre del Rotolo, costruita all'inizio del XV secolo al confine tra l'mwaywAddaura e la località di mway0Vergine Maria, rispetto alla quale risultava più grande, solida e adatta a sostenere il peso dell'artiglieria. Era inoltre munita di una cisterna per la raccolta dell'acqua potabile, ricavata tra il piano di calpestio e la prima elevazione.

La Torre del Fico d'India, eretta su un eminente sperone di roccia calcarea nell'estrema punta occidentale del golfo di Mondello, venne costruita in seguito al perdurare degli attacchi contro la ricca imprenditoria della borgata e i possedimenti terrieri nelle vicine campagne. La scelta della posizione è documentata da un accurato studio topografico da parte degli strateghi del tempo, che mise in evidenza come l'erta scogliera fosse il punto ideale per costituire un baluardo a difesa della costa. Capo Gallo detiene infatti il primato geografico di sperone roccioso più avanzato della Sicilia nord-occidentale e, per tale ragione, permette una vista a dominio di un'ampia fascia costiera. La costruzione si eleva a 25 m s.l.m. e dal punto di vista strutturale trova puntuali confronti con altre torri della marineria occidentale siciliana: è di forma cilindrica, edificata con pietrame informe su un piano di roccia spianato e costituita da due elevazioni fuori terra, con il piano terreno in parte occupato dalla cisterna per la raccolta delle acque piovane e la prima elevazione costituita da un unico, ampio vano circolare. Dal primo piano si diparte una scala semicircolare ben inserita negli spessori murari, che conduce al terrazzo da cui si ammira ad oriente un suggestivo paesaggio verso mway8Capo Zafferano e mwazaCefalùcite-ref-60[60]. L'unico ingresso era costituito da una piccola apertura al piano superiore, rivolta verso settentrione e raggiungibile, un tempo, per mezzo di una scala di corda o di legno, allo scopo di togliere al nemico ogni possibile appiglio, in caso di prolungato assedio. In origine era presente un dislivello di circa 6 m, utile accorgimento architettonico per rendere la torre più sicura in caso di attacco, oggi non più esistente in favore di un moderno terrapieno, costruito nella prima metà del Novecento per facilitare l'accesso alla struttura. Fu una strategica torre di avvistamento e di difesa della marina, della Piana del Gallo e della mwazuPiana dei Colli: l'elevata posizione del manufatto rispetto alla media altimetrica dei luoghi, infatti, permetteva agli occupanti di individuare l'aggressore al suo apparire all'orizzonte e di difendersi più agevolmente, colpendo dall'alto le imbarcazioni ostili. Inoltre, la collocazione delle finestre permetteva di allertare in contemporanea le popolazioni locali e le squadre marittime o i cavalieri che periodicamente pattugliavano le coste. La caratteristica sagoma della torre, emergente dal territorio e ben visibile da grandi distanze, viene ricordata da numerosi marinai, studiosi e viaggiatori, tra cui il duca mwazyGiovanni Andrea Massa nell'opera mwazcmwazgLa Sicilia in prospettiva e il mwazkMarchese di Villabianca, che nelle sue memorie storiche puntualizza come il nome dell'edificio derivi dalla pianta che cresce spontanea nella penisoletta tra gli anfratti della scogliera, riparati dai venti di mwazoscirocco e mwazsmaestralecite-ref-61[61]. Dalla fine degli anni Cinquanta tale costruzione è conglobata all'interno dello Splendid Hotel La Torre.

Strade e piazze

A Mondello si trova una delle più belle gallerie di ficus benjamina della città di Palermo. La galleria si trova nel viale degli Iris, nel tratto compreso tra il viale Principe di Scalea ed il viale del Pioppi, non lontano dalla piazza Valdesi alle spalle del Commissariato di Polizia.cite-ref-02-14-1[14]cite-ref-62[62]

Piazze

• Piazza Valdesi, dove convergono viale Regina Margherita, viale Regina Elena e viale Principe di Scalea. Qui è collocato il busto del principe e senatore mwa00Francesco Lanza Spinelli di Scalea, promotore dell'opera di bonifica del pantano di Valdesi alla fine del XIX secolo.
• Piazza Caboto, tra viale Regina Margherita e viale Principe Umberto. Al centro della piazza è presente una stele commemorativa dedicata al pioniere dell'mwa08aviazione mwa1aClemente Ravetto, che il 1º maggio mwa1e1910 effettuò in tale luogo il primo esperimento in Sicilia di mwa1ivolo a propulsione con pilota a bordo. Per l'evento, organizzato dall'imprenditore mwa1mVincenzo Florio jr, venne utilizzato un velivolo Voisin 28cite-ref-ricerca-repubblica-it-35-1[35].
• Piazza Mondello, dove convergono via Torre di Mondello e via Mondello. Nel suo perimetro rientrano la torre difensiva dell'antica tonnara e la chiesa parrocchiale del quartiere. Al centro è posta la singolare statua di una sirena dotata di due code, realizzata nel mwa1k1976 dallo scultore palermitano Nino Geracicite-ref-63[63]. Oggi la piazza è rivolta alla mwa14ristorazione e al mwa18turismo. Nella stagione estiva del mwa2a2021 è stato effettuato il test di una mwa2ezona a traffico limitato sotto iniziativa della giunta comunale di mwa2iLeoluca Orlandocite-ref-64[64], non venendo poi confermata in via definitivacite-ref-65[65].

Siti archeologici

Il golfo di Mondello è considerato un'area di dispersione archeologica, alla luce della quantità di reperti di varie epoche custoditi nei suoi fondali. Tra gli anni mwa20Cinquanta e mwa24Ottanta vennero individuate tracce di frequentazione di mwa28epoca ellenistica nell'estremità meridionale della baia, in corrispondenza della cosiddetta Punta Priola. Nel mwa3a1995 la Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Palermo, in collaborazione con l'mwa3eArma dei Carabinieri, effettuò un'attenta perlustrazione delle acque della baia antistanti l'antico borgo di pescatori e lo stabilimento balneare, localizzando un'area di dispersione di materiale archeologico estesa per circa 200 mq e collocata ad una profondità compresa tra i 5 e i 12 metri. In tale porzione di golfo sono stati rinvenuti reperti non riconducibili ad un'unica dimensione cronologica, sebbene vi sia una prevalenza di manufatti di mwa3iepoca medievalecite-ref-66[66].

Le grotte

Nel mwa3kPaleolitico e nel mwa3oMesolitico, alcune cavità formatesi intorno a mwa3sMonte Pellegrino (note oggi come mwa3wGrotte dell'Addaura) vennero abitate da gruppi umani. Al loro interno vennero ritrovate delle eccezionali incisioni in cui venivano raffigurati gli usi e costumi degli uomini preistorici. Ad oggi sono delle importantissime testimonianze dell'arte rupestre.

Nel promontorio di Capo Gallo, che separa i golfi di Mondello e di Sferracavallo, alcune grotte, scavate dall'erosione marina, hanno costituito fin dalla fine del mwa34Pleistocene un ricovero naturale per l'uomo che cacciava l'mwa38Equus hydruntinus, un equide estinto. Durante l'mwa4aOttocento e il mwa4eNovecento le cavità furono esplorate da archeologi come Anca, Gemellaro e De Gregorio, con la conseguente scoperta di pitture rupestri, frammenti di attrezzi lavorati ed ossa di animali. I ritrovamenti costituiscono oggi un'importantissima testimonianza storica e provano che il golfo di Mondello affonda le sue radici nella Preistoria, quando si formarono delle comunità mwa4iantropiche proprio all'interno delle grotte, che offrivano riparo dalle piogge e formavano un baluardo naturale contro i venti provenienti da nord.

Sempre sul promontorio di Monte Gallo, alle pendici nord-orientali, si trova la Grotta Regina, costituita da un vasto ambiente e divenuta famosa per i disegni e le iscrizioni in caratteri punici e neopunici ritrovati nelle pareti laterali. Di estrema importanza è il disegno della nave cartaginese, poiché oltre a costituire una notevole documentazione, si tratta dell'unica rappresentazione intera di una nave da guerra punica.

Nelle vicinanze di Grotta Regina sono presenti anche Grotta Perciata, Grotta del Capraio e la Grotta dei Vaccari, in cui è stato rinvenuto del materiale ceramico che va dal mwa4uNeolitico all'mwa4yEtà del bronzo.

Vennero ritrovate anche delle cave di marmo, utilizzate in realtà già nel mwa4gSeicento (come dimostrano le colonne e l'altare del Duomo di Palermo).

Cultura

Arte

Il mwa40Premio Mondello, fondato nel mwa441975, è una kermesse letteraria oggi organizzata dalla mwa48Fondazione Sicilia insieme al mwa5aSalone Internazionale del Libro di Torinocite-ref-0-67-0[67].

Eventi

Dal mwa5g1985, Mondello è sede del mwa5kWorld Festival on the Beach (noto come mwa5oWindsurf World Festival fino al mwa5s2001cite-ref-1-68-0[68]), evento che raggruppa annualmente varie manifestazioni sportive di rilevanza internazionale. Il festival è stato ideato ed è tuttora organizzato dal club Albaria, noto grazie ai successi ottenuti da alcuni iscritti.

Il programma sportivo prevede principalmente gare di vela e windsurf per quattro classi, tra cui la ormai celebre mwa6eWindsurfer Legend Race, una competizione su percorso a slalom riservata ai campioni continentali e mondiali, i due Campionati Europei e la regata regionale mwa6iWindsurf Sicily Grand Prix. Durante la settimana si tengono anche incontri a livello nazionale di mwa6mscherma, mwa6qsurf da onda, mwa6ubeach volley, mwa6ykayak, mwa6cnuoto e mwa6gcorsa. Una notevole importanza è dedicata anche alle esibizioni di mwa6kKitesurfing, mwa6oWakeboard, Air Show (con la Pattuglia Blu Circe), mwa6sIdrovolanti ed alle coreografie degli aquiloni. Nelle ultime edizioni è stato istituito un raduno per il SUP (Stand Up Paddle), uno sport emergente a livello globale praticato soprattutto nelle mwa6wIsole Hawaii.

Un ruolo centrale è dato anche alle attività artistiche e culturali: sono numerosi infatti i concerti e contest fotografici, che si susseguono durante la settimana. Dal 2004 viene organizzato un concerto di musica classica su un auditorium in riva al mare, denominato "Sinfonia on the Beach".

Grazie alla collaborazione con il mwa68CETRI (Centro Europeo di Terza Rivoluzione Industriale), durante il festival vengono sostenute le ricerche per risorse energetiche pulite ed è stata inserita un'area tematica per sensibilizzare i giovani sulle questioni legate all'ambiente e alle energie rinnovabili. Lo slogan è mwa7a"Più sport.. Più musica.. Più energia per un mondo migliore.

Geografia antropica

Urbanistica

L'impianto urbano di Mondello rappresenta una rilettura critica - e con molti gradi di autonomia - dei modelli di città balneari del mwa7qBelgio e della mwa7uFrancia. Il sistema viario, composto da un impianto a maglia regolare nell'area di Valdesi e da un altro adattato all'area e all'arco della spiaggia di Mondello, ricorda il particolare modello a maglie viarie raccordate per fulcri e arterie che venne adottato per l'ampliamento ottocentesco della città di mwa7yOstenda. Il grande disegno a mwa7cpromenades, ordinate su maglia ippodamea e su comparti radiali raccordati fra loro da un fulcro, è invece riconducibile ad una scala di quartiere suburbano basata sul modello della mwa7gcittà giardino, di derivazione mwa7kanglosassonecite-ref-69[69].

Economia

Mondello è una delle mete vacanziere più gettonate nella provincia e il turismo rappresenta oggi un elemento chiave per l'economia locale. Nonostante lo sviluppo urbano della frazione sia nato come un progetto economico-fondiario residenziale e non per un investimento turistico - come dimostrato dalla presenza di due soli alberghi - la fama acquisita nel corso del tempo grazie agli eventi culturali e mondani, così come la pubblicità internazionale generata dalle competizioni sportive organizzate dai circoli velici e la popolarità della spiaggia nel panorama cittadino, hanno permesso di intercettare i flussi turistici e di rendere tale località balneare particolarmente frequentata e redditizia nella stagione estiva. La crescita dei visitatori ha dato il via ad un fenomeno di trasformazione degli usi dei suoli (quello terrestre e quello marino), che guarda al settore terziario come una forma di riconversione economica delle risorse esistenti. Tra le forme più visibili di tale processo vi sono la trasformazione di molte residenze in mwa8abed & breakfast e mwa8ecase vacanze, così come il passaggio dalla pesca tradizionale al mwa8ipescaturismocite-ref-70[70].

Dato il carattere prettamente residenziale assunto dalla frazione, gli altri settori non sono stati sviluppati. Le attività di agricoltura e pesca, che per secoli hanno costituito le principali risorse economiche della vecchia borgata, rivestono oggi un ruolo secondario e in gran parte subordinato alle esigenze del quartiere.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il quartiere mwa8sPartanna-Mondello, in cui ricade la frazione, è connesso all'mwa8wautostrada A29 tramite l'uscita Tommaso Natale - Mondello, inaugurata nel mwa802002cite-ref-71[71].

Il principale punto di accesso al centro cittadino è rappresentato dai viali del mwa9mParco della Favorita, che permettono un'agevole transizione tra il viale Regina Margherita - nella zona di Valdesi - e il quartiere mwa9qLibertà. Inoltre, poco prima dell'ingresso al parco si raccorda la strada proveniente dal quartiere di mwa9uPallavicino.

Un altro collegamento che interessa la frazione è la mwa9cstrada statale 113 Settentrionale Sicula, che unisce il confine sud-est di Mondello con il lungomare Cristoforo Colombo e, superate le borgate dell'mwa9gAddaura, mwa9kVergine Maria e mwa9oArenella, permette di raggiungere il quartiere mwa9sMontepellegrino.

Mobilità urbana

Mondello è connessa alla rete di trasporto pubblico della città di Palermo attraverso cinque linee mwa94autobus urbane gestite dall'azienda municipalizzata mwa98AMAT. Nelle ore notturne è raggiunta dalla linea autobus che connette i quartieri della costa nord con mwa-aPiazza Indipendenza.

Nella stagione estiva è attivo il servizio di navette gratuite che collegano diverse zone residenziali della frazione alla spiaggia di Mondello-Valdesi.

Pedonalizzazione

A più riprese sono stati proposti esperimenti di pedonalizzazione lungo il viale Regina Elena, che costeggia il litorale di Mondello-Valdesi. Dal mwa-q2012, una modesta porzione della strada, corrispondente al tratto che dal circolo Albaria porta all'estremità di Punta Celesi, è divenuta isola pedonale permanentecite-ref-72[72]. L'ultimo esperimento di chiusura alle auto dell'intero viale, attuato nell'estate del mwa-k2021, prevedeva due distinte mwa-ozone a traffico limitatocite-ref-73[73] ed è in attesa di un'attuazione definitivacite-ref-74[74].

Note

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Collegamenti esterni

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• mwbpkMondello Italo Belga, su mondellomare.it.